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Il lavoro in orchestra, grazie al repertorio sinfonico e all’incontro con solisti e direttori sempre diversi, stimola costantemente la mia creatività portandomi ad allargare gli orizzonti del mio strumento. Le trascrizioni per viola sola che ho effettuato si pongono l’obiettivo di dare una chiave di lettura il più possibile vicina all’ascoltatore fornendo gli strumenti per una comprensione a pieno di ciò che sta dietro la composizione.

Dal Don Quixote di R. Strauss, ad esempio, ho ricavato un melologo per viola sola e voce recitante in cui alla musica ho affiancato la lettura del testo di Cervantes cui essa si riferisce in modo che tutti i diversi episodi musicali siano contestualizzati e possa risaltare l’efficacia descrittiva del compositore.

Nel caso de I Pianeti di G. Holst ho messo in evidenza il carattere di ciascun pianeta sulla base de “L’arte della sintesi” di Alan Leo che ne ha ispirato la composizione.

Secondo questo criterio ho realizzato anche Tod und Verklärung di R. Strauss, i Notturni di F. Chopin, i Quadri di un’esposizione di M. Mussorgsky, la Dante Symphony di F. Liszt, una Suite da Rigoletto di G. Verdi e alcune Ouverture e Arie tratte dal repertorio lirico italiano cercando sempre di dare risalto all’intensità e all’espressività della melodia.